Ritornare alla Messa di sempre per un rinnovo della Chiesa a partire dagli altari

 

 

Evviva ! Dopo 40  anni, ritorna la Messa in antico  rito latino  

 

 

     

 

Sabato, 14 marzo ore 18 il gruppo di  “Militia Christi circolo compagnia di san Michele”  ha organizzato dopo quarant’ anni di assenza sul territorio, la Santa Messa in antico rito che si terrà nella Chiesa di sant’Andrea apostolo a Villa, frazione di Fisciano. Forse i più anziani ricorderanno quando si diceva la S. Messa in latino, quando in Chiesa c’era un vero senso del sacro e si viveva un profondo e sentito silenzio, quando il Sacerdote era girato per la maggior parte del tempo  verso l’altare,  non per dare le spalle al popolo  ma per meglio intercedere per lui presso Dio.  Nella S. Messa  antica, nella parte centrale della Messa, si stava in silenzio  allo scopo di sottolineare la grandezza del sacrificio divino e l’atteggiamento di raccoglimento e di compartecipazione dinanzi a quel Sacrificio. Atteggiamento trascurato, penalizzato o addirittura abbandonato nella Messa moderna ( quella tutta in italiano ) dove l’accento più che venir posto sulla verità centrale secondo la quale la Messa è un sacrificio, sembra che si è passati a considerare altre cose più umane, più terrene e quindi più secondarie.

Noi come gruppo di giovani facenti parte del gruppo di militia Christi  siamo rimasti affascinati da questa Messa in antico rito dove abbiamo attinto abbondanti frutti spirituali giacché infatti favorisce il raccoglimento e l’orazione quale elevazione della mente a Dio e si percepisce in qualche modo la bellezza e la sacralità di  Dio grazie all’organo e ai canti in gregoriano, grazie al massimo rispetto verso il Santissimo Sacrificio e il Santissimo Sacramento dell’altare; ciò si manifesta nelle frequenti genuflessioni e nella massima cura dei frammenti eucaristici. Questo è importante soprattutto oggi che la gente si allontana dalla S. Messa quando  essa è  banalizzata, quando perde solennità e decoro e finisce purtroppo per essere ridotta spesso solo ad un concertino. Il cuore dell’uomo ha sete del soprannaturale e se non lo trova si rivolge altrove !

Forse molti di voi non sanno nemmeno cos’è questa nuova Messa (o meglio antica) ma non è colpa vostra, ma di chi, interpretando male il Concilio, ha voluto accantonare questa Santa Messa offrendo così un cattivo servizio allo stesso Concilio che invece  mai ha inteso criticare o contestare la Messa di sempre, ma solo introdurre in essa alcuni elementi pastorali di aggiornamento.  Papa Benedetto XVI ha dichiarato che la S. Messa di San Pio V non è mai stata abrogata.

La Messa in antico Rito ancor più oggi và valutata perché il Papa con il Motu Proprio “Summorum pontificum”, ha liberalizzato ancor più questa Messa non nel senso di sostituire quella moderna tutta in italiano, ma nel senso di supplire alla necessità spirituale di  tutti quei fedeli che ne fanno richiesta. In ogni caso la S. Messa di San Pio V è una libera scelta di chi la chiede o desidera parteciparvi. Dunque  noi fedeli  abbiamo la possibilità di partecipare a due tipi di Messe anche perché come dice questo documento sopra indicato, emanato dalla Santa Sede,  il Sacerdote ( e lo vogliamo sottolineare bene ) per celebrarla, non ha bisogno di alcun permesso, né della sede apostolica, né del suo ordinario (cioè vescovo). Eppure  la cosa sembra non riguardare la nostra regione  a causa dei diversi veti imposti dai Vescovi monsignor  a sacerdoti e a gruppi di fedeli che lecitamente ne hanno fatto richiesta. Insomma sembra proprio che questa Messa non s’hadda fare”. La celebrazione della S. Messa di San Pio V, come la celebrazione degli altri Sacramenti secondo il rito romano antico, dopo la pubblicazione del Motu proprio del Papa è un diritto acquisito in tutta la Chiesa e per tutta la Chiesa e nessuno, a nessun titolo, può negare o conculcare questo diritto.

 

                                                                                                                                  Francesco Diana